Il suono del distacco

Un racconto sconnesso di una persona sola



scritto e diretto da Franco Rossi
con Giovanni Lindo FerrettiNicola CucurniaMirco FredianiRocco Bonci
musiche originali di Giulio Saverio RossiFabrizio BertoneFranco Rossi
sonorizzazioni Massimo Fantoni
luci Franco Rossi


Un uomo sopravvissuto ad un incidente sul lavoro, un “reduce” che si rifugia all’interno di un luogo abbandonato per riflettere sul senso della propria vita consumata a “cavar marmi”, sul senso delle proprie paure e dei riti per allontanarle, della fedeltà e del legame verso i compagni perduti. Circondato da un intorno oscuro e desolato, nella più completa solitudine, l’uomo rivive frammenti dell’episodio che in gioventù gli ha cambiato la vita: la perdita del compagno di squadra in un incidente sul lavoro – in cava – a contatto con la materia dura – il marmo; sperando che gli spettri dei compagni (cui è sopravvissuto) nascosti nel buio, lo ascoltino; perché è solo ottenendo l’assoluzione da parte loro che l’uomo potrà raggiungere quella pace d’animo che si è negata per tutta la vita, ritenendosi responsabile dell’incidente.


La voce del protagonista (Giovanni Lindo Ferretti) – a tratti amara, a tratti rabbiosa – si snoda su musiche dai suoni metallici, vibranti, deformati come un filo di ferro teso sul punto di spezzarsi. Nel testo emergono riferimenti a carteggi e poesie di Michelangelo, a poesie anonime di cavatori delle Alpi Apuane.