Where did you sleep last night?

Le vicissitudini di Felix, un giovane aspirante musicista rock.



scritto e diretto da Franco Rossi
con la collaborazione di Alberto Camerini
con musiche dal vivo di Mehr Licht! – Giulio Saverio Rossi, Lorenzo Serbandini
sonorizzazioni e interventi sulla voce di Luca Bernieri
video installazioni Rocco BonciAkio TakemotoErika Bombarda
produzione Festival di Lunatica 2013


Where did you sleep last night? Il titolo è un riferimento alla celebre versione di Lead Belly riproposta poi dai Nirvana “Dove hai dormito la scorsa notte?”. Il racconto infatti si dipana lungo una notte d’inverno trascorsa da Felix in una cittadina balneare non ben definita a metà degli anni settanta. L’odissea di Felix è  caratterizzata dalla ricerca di eroina, ricerca che lo porterà a rapinare una farmacia, ad essere inseguito dai metronotte e dalla polizia, il tutto costellato da strani incontri che avranno a che fare col suo grande amore per la musica rock. La notte di Felix terminerà col rientro a casa dove troverà la nonna ad attenderlo assieme ad un’ultima e definitiva sorpresa.

Where did you sleep last night? Tratta di un periodo italiano e di una tipologia di giovani che si trovarono a vivere quel periodo: la metà degli anni settanta. Lo spettacolo è narrazione musicale, è una sequenza di hit dai Beatles agli Stones, agli Animals, ai Kinks, rappresentativi di un modo di vivere, canzoni legate ai grandi movimenti politici culturali che pochi anni prima avevano infiammato ed unito i giovani di tutto il mondo in un unico sogno: il sogno della poesia al potere, del rifiuto alla guerra, del no all’imperialismo americano, eppure quegli stessi hit appena qualche anno dopo suoneranno in maniera diversa, Simpathy for the devil degli Stones con l’episodio violento di Altamont segnerà la fine della stagione del beat e dei grandi raduni pacifici iniziati appunto nel sessanta con Woodstosk, e il diffondersi nelle piazze di tutto il mondo dell’eroina, lo stupefacente che decimerà un’intera generazione.

Anche in Italia alla metà degli anni settanta quelle canzoni non evocano già più il sogno di una ribellione pacifica ma piuttosto il naufragio del sogno.